Clostridium Perfrigens

Acqua contaminata San Felice Del Benaco

Trovato il batterio che avvelena l' acquedotto di San Felice

Prevenzione Le indagini non chiariscono da dove sia arrivato il «clostridium perfringens» che di solito contamina acque stagnanti

SAN FELICE DEL BENACO (Brescia) - Si chiama «clostridium perfringens» e in genere contamina le acque stagnanti. Questo batterio sarebbe la causa dell' epidemia di gastroenterite che ha messo in ginocchio San Felice del Benaco, dove negli ultimi tre giorni sono rimaste intossicate 1.200 persone.

Lo ha scoperto l' Asl di Brescia che, però, non è riuscita a risalire alla causa della contaminazione dell' acquedotto pubblico. Certo, il «clostridium perfringens» non è pericoloso quanto la salmonella, ma l' Asl ha preferito mettere avanti le mani dettando le regole da seguire per evitare l' espandersi dell' epidemia. I 3.400 residenti di San Felice da ieri (e fino alla decontaminazione della rete idrica che durerà per almeno una settimana) non potranno più lavarsi i denti, usare l' acqua corrente per cuocere gli alimenti o lavare semplicemente la verdura. Vietato anche innaffiare l' orto di casa con l' acqua del rubinetto. Linea dura per sconfiggere il batterio. Ma non solo. Prevenzione medica per evitare malattie ben più gravi. «Alcune cellule batteriche di clostridium perfringens - spiega Daniele Scevola, direttore del dipartimento di malattie infettive dell' Università di Pavia - possono sopravvivere al transito nello stomaco e si moltiplicano rapidamente nell' intestino. Questo provoca la gastroenterite, con lesioni nell' intestino tenue, dolori addominali e ostruzione della mucosa intestinale. Questa forma di enterite compare dopo uno-cinque giorni dall' infezione e può risultare anche fatale nei soggetti più deboli». Si legge nella nota dell' Asl: «Il batterio è limitato alla sola rete idrica pubblica. Basti pensare che circa 1.400 turisti ospitati in tre diversi camping di San Felice non hanno avuto problemi perché l' acqua usata dalle strutture proviene da pozzi privati. Per questa ragione abbiamo provveduto alla verifica dell' impianto di potabilizzazione dell' acquedotto, riscontrando alcune criticità che potrebbero essere all' origine dell' inquinamento». Adesso il piano operativo del servizio di igiene di Salò prevede la disinfezione dell' intero acquedotto. Parallelamente si è pure avviata la ricerca di eventuali agenti virali: i campioni d' acqua da questa mattina saranno analizzati dal laboratorio dell' Istituto Zooprofilattico per escludere altre vie di contagio. «Ad oggi - conclude l' Asl - si può ragionevolmente presumere che il numero di soggetti intossicati sia di 1.200 persone, fra residenti e turisti che hanno soggiornato temporaneamente nel comune di San Felice del Benaco». Intanto, per assistere residenti e turisti, da oggi in paese sarà aperto anche un ambulatorio di guardia medica. Conferma il sindaco, Paolo Rosa: «Dalle 8 alle 20 sarà a disposizione uno dei due medici di guardia medica di Salò. Durante la notte, invece, per le emergenze ci si potrà rivolgere allo 0365-296697». Giuseppe Spatola

Spatola Giuseppe

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(20 giugno 2009) - Corriere della Sera

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